18 Luglio, 2024
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Willy, omicidio volontario aggravato dai futili motivi

Ora rischiano l’ergastolo

Nella consulenza autoptica il medico legale ha parlato di «colpi assestati e non casuali». Domani Conte ai funerali del ragazzo

 

La relazione preliminare dei medici legali che hanno effettuato sul corpo di Willy Monteiro Duarte non lasciava dubbi: l’aggressione al giovane di origini capoverdiane è stata una vera e propria azione omicidiaria. Polifratture dal collo all’addome compatibili con un accanimento di violenza tale da giustificare la nuova accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi nei confronti dei fratelli Marco e Gabriele Bianchi, di Mario Pincarelli e Francesco Belleggia.

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 I quattro, che in base alla nuova accusa rischiano anche l’ergastolo, stando al racconto di testimoni oculari, nel corso del pestaggio si sarebbero accaniti con colpi dati in sequenza fino ad arrivare a saltare sul corpo inerme di Willy e passandoci sopra con i piedi. La svolta dei pm è arrivata in tarda mattinata. Un aggravamento dell’accusa che giunge a poche ore dal funerale che si terrà domani a Paliano e a cui parteciperà anche il presidente del consiglio, Giuseppe Conte e il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti.

Una accelerazione che punta a definire, in ogni minimo dettaglio, cosa è accaduto la notte tra sabato e domenica scorsa nella zona della movida a Colleferro. Nella consulenza autoptica, infatti, Potenza ha parlato senza mezzi termini di «colpi assestati e non casuali (leggi)». Willy, insomma, è deceduto per i violentissimi colpi inferti dagli aggressori che hanno agito – è questa adesso l’ipotesi di chi indaga – con la consapevolezza di provocare lesioni mortali».

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 Gli inquirenti, quindi, non vogliono lasciare zone d’ombra e puntano a rendere ancora più solido l’impianto accusatorio. Un omicidio in cui i fratelli Bianchi hanno avuto un ruolo primario da “protagonisti”. I due nel corso dell’interrogatorio di convalida hanno respinto le accuse arrivando a “coprire” anche i coindagati Belleggia e Pincarelli. «Non abbiamo dato nessun colpo. Belleggia e Pincarelli non hanno dato colpi… Willy è caduto con la mia spinta ma lui si è alzato e poi sono andato via» hanno detto aggiungendo che dietro i due loro amici «c’erano tante persone».

Una strategia che però potrebbe cambiare e un indizio in tal senso è rappresentato dai nomi di almeno cinque testimoni che la difesa dei “gemelli” ha inviato in Procura. Una iniziativa che appare come una risposta a Belleggia che davanti al magistrato aveva ammesso di avere visto i “gemelli” colpire Willy. Tra loro anche Omar Shabani, il ragazzo che in due post su Facebook, poi immediatamente cancellati, si era detto pronto a raccontare la “verità”. In particolare il teste in uno dei commenti pubblicati online cita Belleggia e Pincarelli e si spinge a dire: «e se non fossero stati Marco e Gabriele ad uccidere quel povero ragazzo? Vi invito ad iniziare ad informarvi bene prima del dare dell’assassino!». Dal punto di vista dell’attività istruttoria risposte arriveranno anche dalla perizia sui cellulari degli indagati disposta dagli inquirenti. L’analisi di tabulati e chat potrebbe fornire elementi preziosi per capire che tipo di comunicazione è intercorsa tra gli indagati (al momento cinque persone di cui una a piede libero e accusata di favoreggiamento) nelle fasi precedenti e successive ai fatti. Chi indaga punta inoltre ad individuare le tre ragazze che, a detta dei Bianchi, erano con loro nella zona del cimitero prima che arrivasse la telefonata di Michele Cerquozzi che chiedeva un loro intervento perché la situazione nella zona dei locali si stava surriscaldando dopo un lite verbale per un apprezzamento ad una ragazza. Le tre gioovani, ancora non identificate, avrebbero incontrato i “gemelli” al pub per poi allontanarsi con loro per consumare un rapporto sessuale. Infine oggi è stata disposta la chiusura per cinque giorni della palestra Millennium Sporting Center di Lariano frequentata dai Bianchi a seguito di controlli amministrativi. Un provvedimento motivato da polizia, carabinieri e Asl di zona per «gravi violazioni di natura amministrativa».

(La Stampa)

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