Cosa mi è restato della “Messa di requiem” in Re minore K 626, ultimo capolavoro (incompiuto) del 1791, composto di Wolfgang Amadeus Mozart, eseguito a Bracciano questo 30 marzo? È stata l’immagine di un bimbo rimasto immobile, quasi a bocca aperta, ad ascoltare l’intera composizione del grande salisburghese per quasi tutta la cinquantina di minuti di esecuzione. Prova evidente, semmai ce ne fosse necessità, che la vera musica, non importa se di secoli addietro o appena composta, sa comunicare con tutti, se solo si è disposti ad ascoltare e ci si ferma, anche solo per un attimo, a “sentirla” veramente. Nel duomo dedicato a Santo Stefano, gremito da oltre 300 persone, quella musica è giunta al cuore di tutti, grazie all’organizzazione dell’evento da parte di Adelio Dal Mas, presidente del Coro polifonico di Bracciano, di una esibizione impeccabile e sentita di oltre 100 musicisti dei quattro cori del territorio, della eccellente orchestra e i quattro solisti di eccezione appassionatamente diretti dall’eccellente maestro Daniele Moroni.
La messa da requiem, ascoltata in questo soleggiato pomeriggio, è considerata il testamento spirituale di Mozart. Purtroppo questa meraviglia rimase incompiuta per la morte del grande musicista il 5 dicembre 1791 e fu completata successivamente dall’amico e allievo Franz Xaver Süßmayr, di cui il maestro aveva la massima fiducia. La composizione del Requiem è ancora oggi legata a circostanze oscure, ma davanti alla freschezza delle sue magiche e affascinanti note, ci si emoziona, ci si dimentica di tutto, anche che si tratta di una messa per il riposo di chi ci ha lasciati, e ci si estranea entrando in un mondo parallelo, raccolti dalle braccia invisibili delle solenni melodie mozartiane.
Ma questo è stato possibile proprio grazie ai quattro cori che, unendosi, si sono esibiti con piglio e resa a livello professionistico. Quattro cori che hanno unito amanti della musica di varie città: il “Coro polifonico” da Bracciano, il “Coro Diapason amici della musica” da Anguillara Sabazia, il “Coro Koob” da Roma ed il “Center Chorus” da Bassano Romano. Una iniziativa lodevolissima che mostra come la distanza fra le persone possa essere annullata dall’amore per la bellezza, quella della musica in particolare.
La stupenda, portentosa, solenne parte strumentale, che avvolge le voci soliste e corali,è stata eseguita magistralmente dalla orchestra “L’Insieme”.
Punte di diamante dell’esibizione sono stati i quattro solisti: l’incredibile voce soprano di Martina Paciotti, il caldo canto della mezzosoprano Valentina Pennacchini e le potenti voci del tenore Stefano Osbat e del basso Ferruccio Finetti.
I ringraziamenti finali di Adelio Dal Masal, al Parroco del duomo, don Francisco de Macedo; al Sindaco di Bracciano, Marco Crocicchi; all’ assessora alla cultura, Biancamaria Alberi; alla presidente del consiglio comunale, Giulia Sala; per il patrocinio e il contributo del Comune di Bracciano, della Associazione regionale “Cori del Lazio” e, infine, del sostegno economico e della sinergia che da anni il “Lions Club” di Bracciano Anguillara Sabazia Monti Sabatini offre al Coro Polifonico di Bracciano, istituzioni che, insieme, hanno creduto in questo evento, sono i nostri ringraziamenti per tutti coloro i quali hanno creduto in questo evento, sono i nostri ringraziamenti per avere portato a Bracciano 50 minuti di magia, di cultura, di pace.
Riccardo Agresti
Redattore L’Agone nuovo