Ormai il giubileo è iniziato e la capitale si è messa in moto per migliorare se stessa e l’accoglienza che è possibile dare ai numerosi turisti venuti per festeggiare l’anno santo. I turisti non si limitano solo a visitare Roma, ma vengono a vedere anche le località limitrofe come quelle del nostro territorio, l’Etruria meridionale, e alcune di queste zone non sono semplici da raggiungere se non si è provvisti di automobile. Nonostante questa premessa è doveroso aggiungere che anche la periferia a nord di Roma, malgrado gli utili interventi effettuati, è ancora soggetta a grossi disagi.
Primo fra tutti si continua a ignorare che in periferia e nei comuni che circondano la Capitale vivono un altissimo numero di pendolari che tutti i giorni si spostano verso la città con ogni mezzo disponibile per raggiungere il posto di lavoro o di studio. Molte di queste persone scelgono di muoversi con le proprie vetture proprio perché il servizio pubblico di spostamento è manchevole e incostante, sia a livello comunale che statale.
Ci sono studenti universitari che per raggiungere la sede della facoltà che frequentano ci impiegano più di un’ora e mezza tra metrò, treno e automobile. Questo non è un esempio fatto a caso, ma è la testimonianza di un ragazzo di Anguillara che ogni giorno prende il treno da Cesano di Roma per risparmiare sui soldi per l’abbonamento “metrebus”, essendo Anguillara zona B e non zona A come tutta Roma. Tizio, così chiameremo il ragazzo per garantirgli l’anonimato, ci ha descritto il suo tipico itinerario di viaggio e, se non considerassimo i dieci minuti di auto, facilmente mutabili in venti se per caso si ritrova nella fascia oraria “di punta”, ci mette una cinquantina di minuti per raggiungere Roma Ostiense da Cesano, altri 10 di metro e altrettanti di camminata dalla stazione Policlinico fino a “La Sapienza”.
In questo conteggio sono stati volutamente ignorati i tempi di attesa e logistici nel momento del cambio tra treno e metropolitana. Tizio non è l’unico e il solo a compiere questa epopea, soprattutto se teniamo in considerazione che si sposta da Roma a Roma; come lui ce ne sono a centinaia e molti altri, come già detto, scelgono di imbottigliarsi nel traffico quotidianamente e sempre nei soliti punti, uno fra molti la congiunzione della Braccianense con la via Cassia. Sapendo che esistono queste problematiche strutturali che rendono difficile gli spostamenti abituali dei cittadini, decidere di sistemare solo dei punti “strategici” viene percepita dagli abitanti come mancanza di considerazione verso di loro e verso i turisti.
Claudio Colantuono
Redattore L’agone