28 Febbraio, 2025
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La sicurezza è uno sport di squadra

“Quando si parla di “sicurezza digitale” esprimiamo intuitivamente un significato chiaro: far sentire le persone preparate a riconoscere i rischi, a prevenire conseguenze spiacevoli, stimolando quindi una preparazione di base che consenta una minore probabilità di incorrere in pericoli. Ecco perché siamo particolarmente lieti della partecipazione della comunità di Trevignano Romano agli incontri realizzati in collaborazione con il Centro di facilitazione digitale, pensati per realizzare una alfabetizzazione informatica di base, alla quale affiancare gli sportelli ugualmente attivati sul nostro territorio, presso la biblioteca comunale e il centro anziani. La nostra società è sempre più digitale ed è strategico che ogni singola persona, possa partecipare attivamente alla vita sociale, sfruttando al meglio e senza rischi, le piattaforme esistenti in maniera consapevole. E, parlando di “sicurezza” sottintendiamo anche ai rischi che possono nascere da azioni fraudolente che, spesso, toccano le corde emozionali dei singoli”. Immediato il commento di Luca Galloni, vicesindaco di Trevignano Romano che, tra le deleghe, ha anche quella all’innovazione tecnologica.

Riprendendo una frase di Douglas Adams nel suo libro “Guida galattica per autostoppisti” esprimiamo quello che è un evidente divario, una resistenza anche di natura anagrafica, legata alla fiducia verso la tecnologia ed il suo utilizzo, al cambiamento che la società impone nella vita sociale ed economica: “Qualunque cosa esista nel mondo quando nasciamo, ci pare normale e usuale e riteniamo che appartenga per natura al funzionamento dell’Universo. Qualunque cosa sia stata inventata nel ventennio intercorso tra i quindici e i trentacinque anni è nuova, entusiasmante e rivoluzionaria, e forse rappresenta un campo in cui possiamo far carriera. Qualunque cosa sia stata inventata dopo i trentacinque anni va contro l’ordine naturale delle cose”.

La comprovata preparazione, la pazienza e l’empatia mostrata dai collaboratori presenti, è il vero punto di forza del Centro di facilitazione digitale, espressione del Distretto Sociosanitario 4.3 che propone azioni come l’opportunità di conoscenza e supporto nell’utilizzo di strumenti ormai fondamentali come, per esempio, l’accesso e l’utilizzo allo spid, all’App IO oppure la richiesta della Cie.

Navigare in sicurezza ha come obiettivo la tutela delle informazioni personali ma anche il riconoscimento di truffe sempre più sofisticate. Accettare il cambiamento, superando il rifiuto o, peggio, l’accusa verso internet genericamente inteso come pericoloso, vuole dire imparare a conoscere e sfruttare la tecnologia e le corrette modalità di comunicazione. Negli ultimi decenni, si è passati da connessioni sociali frontali ad un improvviso passaggio di massa alla comunicazione digitale, spettro di una inadeguata sostituzione delle interazioni di persona.

Ed ecco allora che siamo doverosamente impegnati a stimolare una crescente consapevolezza verso l’accesso alle opportunità offerte dalla rete ma, contestualmente, a stimolare una maggiore attenzione alla divulgazione di informazioni.

Se è vero come spesso sentiamo ripetere che, per ogni esigenza è pronta una app, dobbiamo riconoscere che questi strumenti sostanzialmente sono delle vere e proprie scorciatoie cognitive: rispondiamo ad una serie di domande che ci vengono poste, perdendo il controllo del processo decisionale, senza chiederci l’utilità di alcune di esse, scivolando in una sorta di pigrizia mentale. E ci ritroviamo ad essere contattati tramite contatti social, messaggi, email o telefonate dirette, meravigliandoci delle proposte ricevute. Mettiamo a disposizione un mondo di informazioni a coloro che progettano reazioni avendo interesse a far leva su processi emotivi prevedibili, contando sulla disabitudine a riflettere e approfondire quanto sollecitato. Le applicazioni di messaggistica sono terreno fertile per sferrare frodi e, contando su una immediata reazione, ci raggiungono con richieste di aiuto che sembrano provenire da parenti in difficoltà. Fermarsi a ragionare è il passo fondamentale per indagare sulla fondatezza della richiesta: si tratta di truffe che sfruttano la fiducia e l’urgenza emotiva del ricevente. Tante e diverse le parole che identificano i rischi ma, in questo caso, quella giusta è “pishing” (“andare a pesca”) perché in effetti chi fa phishing getta un amo sperando che qualcuno abbocchi. E la quantità di denunce conferma che accade frequentemente perché il tranello è sempre lo stesso: illudersi che si tratta di qualcosa che esiste ma non ci riguarda. E quando accade, il rischio o l’esigenza incombente, convince le vittime ad essere imprudenti, reagendo d’impulso.

Riprendendo il concetto espresso nella “Guida galattica per autostoppisti”, non c’è dubbio che i bambini sono più abili nell’uso della tecnologia, dei loro genitori. Agli adulti, il compito di proteggere dalle “minacce informatiche” nascoste nell’utilizzo di social media, chat, giochi online, e-mail e messaggistica istantanea.

Una massa di informazioni a portata di clic che contribuisce sensibilmente a coinvolgere la privacy e la sicurezza.

Non ci meraviglia l’osservare che le persone restino lungamente con gli occhi incollati al display del cellulare: magari perché c’è un pagamento urgente dimenticato e si riesce ad effettuarlo online, senza dover andare in banca oppure all’ufficio postale. Viviamo immersi in un mondo digitale a portata di mano che ha, sostanzialmente azzerato anche le distanze geografiche, consentendoci di avvicinarci anche ai più lontani. Giusto quindi cogliere tutte le opportunità offerte, consapevoli però che i “consigli derivati dall’esperienza” dovrebbero essere accolti e fatti propri. Tanti i siti a disposizione dei cittadini per tenere alla larga e (ri)conoscere le negatività del web, stimolando il ragionamento, diffidando dei messaggi che hanno toni ultimativi e intimidatori o che spingono ad agire con fretta e urgenza. Se ci viene sempre richiesto di mantenere strettamente riservate le informazioni che riguardano i dati personali, perché enti o istituzioni dovrebbero richiederci di fornirli tramite sms o messaggistica istantanea?

Crediamo e riteniamo essenziali i momenti di incontro, la presenza degli sportelli, le iniziative continuative realizzate dal Comune in collaborazione con il Centro di facilitazione digitale, che hanno come obiettivo il fornire sostegno e supporto per un utilizzo pieno e consapevole delle opportunità esistenti.  Conoscendo le buone pratiche, si mantiene una discreta distanza con i rischi delle connessioni

Nulla di complicato. Un periodico backup dei dati ci aiuta a fare memoria delle cose importanti; evitare di aprire collegamenti o allegati inattesi è buona abitudine; mantenere aggiornati i sistemi operativi consente di migliorare ed adeguare i livelli di sicurezza e creare password diverse vuole dire dotarsi di un mazzo di chiavi, tutte diverse, una per ogni ambiente.

Ci piace estendere il concetto di base legato al digitale: la sicurezza è uno sport di squadra.

Se vedi qualcosa di sospetto: contatta, segnala, non esitare a condividere procedure consigliate, suggerimenti o risorse per la sicurezza con amici e familiari che possano trarne vantaggio. Se pensi che siano utili, è probabile che lo siano anche per loro.

 

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